obvius it. a scagliare contro il giovane d'Emonia le lance acuminate, nec te, magne pater, nostri pudet esse parentem, esse potest tristi) desiderioque dolebat factus olor niveis pendebat in aere pennis; giacciono corpi in sfacelo; da miasmi fetidi è appestata l'aria. quodque suis securus arat Cromyona colonus, Ordinò a Giasone e alla servitù di allontanarsi e a tutti t'imploro: non permettere ad Aura di prendere il mio posto!". passando sopra le funi che le avevamo teso. corpus humo gelidum, sed humus de corpore fervet. non ancora nota per aver mutato il corpo di Glauco. con mano audace accarezza le giogaie afflosciate, mi consiglia una cosa, la mente un'altra. sed te, ne faceres, tenuit reverentia famae. (con l'Euro era infatti arrivato) «si sarà mutato in Austro». pars animam laqueo claudunt mortisque timorem vocibus ambiguis deceptam praebuit aurem caecaque dant saevis aversae vulnera dextris. Con un coltello d'Emonia la maga trafigge la gola flaccida dixit et utilius bellum putat esse minari sed quid docuisse iuvabat? rettuleram: medio (mirum) duo marmora campo incidit exosae dictas a paelice terras. sollicitumque aliquid laetis intervenit) Aegeus Il re in persona, vestito di porpora, et strigis infamis ipsis cum carnibus alas Ovunque si volgessero gli occhi, c'erano a terra Se qualche creatura si nasconde ancora nel mio grembo, protinus innumeris effetus laniger annis la pelle fine e squamosa di un chelidro del Cìnife nec Gortyniaco calamus levis exit ab arcu. dumque aliquid spectare potest, me spectat et in me pauca prius mediis sermonibus ille locutus gli NUTRICE
affrontarla armi CORO
tu bruma è quella
Ma i mie nutrice: nutrice)
conosceva Per vero viva
strofinano terra. terra negat sedem, sedem negat ossibus unda; mezzo squartato tenta di alzarsi dal letto et tantum caelo tegitur refugitque viriles tu quoque victorem conplecti, barbara, velles: Ma un impulso inaudito mio malgrado mi trascina; la passione aut ore acceptos aut vulnere, barba comaeque vivaque saxa sua convulsaque robora terra la verità e dal baciarla, come avrei dovuto. Esco, e come mi è parso di vederli in sogno, da quando hai steso Scirone: alle ossa disperse del brigante exclamo male victor: "adest, mala, fictus adulter! il contadino ara la terra senza paura di cinghiali, Diversa dalle eroine della tragedia greca classica, per la discendenza barbara e per la mancanza di un candore innocente, ella rifiuta di accettare il ruolo della vittima. muneris alterius quae sit fortuna, requiris? le stesse premure per entrambi, gli stessi vincoli d'amore. 'quid faciam, video: nec me ignorantia veri della propria stirpe, e a forza gli strappò dalla bocca il maleficio. et crescunt fiuntque sati nova corpora dentes, ma senza rivelare i propri sentimenti gli ribatte: l'asta che impugni: è chiaro che se fosse frassino, agrestes aconita vocant. quando un rosso mattino Aurora, scacciate le tenebre, mi vide sic, ubi visceribus gravidae telluris imago Chiara è la condanna di Euripide alla condizione femminile nel mondo greco: Medea rappresenta la razza più sventurata, perché non è padrona di sé e deve essere sempre sottomessa a qualcuno, padre o marito. d'oro; dalla piena del mare, riuscì, sollevato a volo in cielo così famoso. Attonite le figlie di Pèlia, appurato che c'è da fidarsi e volle il caso che quel giorno il figlio di Esone fosse più et sparsit virides spumis albentibus agros; mi fa e mi farà piangere a lungo, se a lungo di vivere e recuperi la gioventù, tornando a fiorire. si sarebbe un giorno accoppiato con la madre. ipse parens Aegeus nato porrexit ut hosti. de vulnere dona trahentem Medea sfuggì alla morte dentro una nube sorta per incantesimo. hic ope nympharum sublatus in aera pennis, ille cruore fluens, cubito tamen adlevat artus, graniferumque agmen subiectis spargere in arvis; dal cielo, che in quella cappa di nubi concentrò un'afa spossante, anche senza esserne innamorata. a se depulsum Martem convertit in ipsos: lascivitque fuga lactantiaque ubera quaerit. gratantur Achivi E un cocchio sceso dal cielo era lì ad aspettarla. Se volessimo enumerare i tuoi anni e i tuoi meriti, sed postquam Colchis arsit nova nupta venenis At non Oliaros Didymeque et Tenos et Andros utque peti vidit iuvenem tot ab hostibus unum, corpora foeda iacent, vitiantur odoribus aurae. insidiosa malo cum coniuge limina fugit; quodque magis mirum est, simul edita concutit arma. Questa esigenza infatti produceva sia un eccesso di distruttività sia profondi sensi di colpa per l’aggressività liberata. redditur et dulces concorditer exigit annos; auram exspectabam, requies erat illa labori. gira tre volte su sé stessa, tre volte spruzza i capelli per la paura si perdono d'animo e sbiancano in volto. così rombano quei petti dentro i quali turbinano le fiamme, altri quae mare turbatum, quae concita flumina sistunt, Lì Medea cuoce radici tagliate nella valle dell'Emonia rompi gli indugi. mutua cura duos et amor socialis habebat, multa quoque Amphrysi, neque eras inmunis, Enipeu; adspiceres, flentes alios terraque iacentes Qui, nell'Emonia, per il ritorno dei figli recavano offerte per la rabbia, il mostro riempì il cielo di un triplice latrato, nec sitis est exstincta prius quam vita bibendo. Se permetterò questo, da una tigre dovrò Era il secondo mese che trascorreva dopo il rito nuziale, ire canes nec lina sequi nodosa solebant: palpitano solo le stelle. "Aura, aura, vieni", mi ricordo ero solito cantare; e aver ripetuto tre volte la formula che immerge nel sonno, Triste se ne va Minosse: «Questi patti ti costeranno caro!» coi miei filtri expetit; occurrunt illi Telamonque minorque non era esempio di fedeltà, e gli amanti temono ogni cosa. prende denti di serpente e li sparge nei solchi del campo. vulnera saeva ligo conorque inhibere cruorem sic iam lenis amor, iam quem languere putares, exuere ipse sibi colloque morantia tendit. s'asside in mezzo alla sua scorta, unico con lo scettro d'avorio. hostibus, aut avido dabitur fera praeda draconi. 'excidit ore tuo, coniunx, scelus? sarebbe bionda di colore; se corniolo, avrebbe qualche nodo. Stavo già per ricorrere al giavellotto, ma mentre con la destra Non appena la ragazza si adorna con il vestito di nozze, il veleno penetra nel sangue e muore tra grida strazianti. Vedo il bene, l'approvo, dixit, et errorem tum denique nominis esse e il fegato di un cervo nel fiore degli anni; al tutto aggiunge huius in exitium miscet Medea, quod olim ed entro in casa, che proprio non presenta traccia di colpa: ante sacros vidi proiecta cadavera postes, inmotaeque silent frondes, silet umidus aer, desiluit saxo; cuncti cecidisse putabant: mutato invece in cigno, si librava in aria con ali di neve. fit viridis primo nec longo tempore frondes vel sine amore licet: quid enim commisit Iason? et iam fortis erat, pulsusque recesserat ardor, e così l'umile Mìcono, l'isola argillosa di Cimolo, Solo un barbaro rimarrebbe insensibile alla sua giovinezza, Grazie a voi, quando voglio, i fiumi tornano, fra lo stupore per cose ben più grandi: il vanto d'aver salvato i giovani Achei, nempe pater saevus, nempe est mea barbara tellus, del solito: come non perdonarla se ne rimase incantata? E anche tu, straniera, avresti voluto abbracciare quel vincitore: In lontananza scorse il Cefiso in lacrime per la sorte hinc Titaniacis ablata draconibus intrat indiciique fidem negat et, nisi viderit ipsa, vincere non poterat, 'frustra, Medea, repugnas: si scontrerà con i nemici generati dalla terra utque solet ventis alimenta adsumere, quaeque i contadini e a imperversare fin tra le mura della città. his et mille aliis postquam sine nomine rebus et dolet infelix veluti de paelice vera. illa brevi spatio silet et dubitare videtur quorum oculos ipso vitiantes omnia visu Dignitari e gente comune e fantastichi nozze con chi non appartiene al tuo mondo? et natale solum ventis ablata relinquam? inmemor ambagum vates obscura suarum: et genus et virtus? miliaque incultos serpentum multa per agros et quia causa latet, locus est in crimine; partim e seguo il male. nec me quae caperet, non si Venus ipsa veniret, pestis, et exitio multi pecorumque suoque che, a lungo sballottate, si siano col tempo pietrificate Cerberon abstraxit, rabida qui concitus ira La vicenda di Medea è inscritta in un cerchio: inizia e finisce con un delitto contro il proprio sangue. Così ovunque il fuoco abbia fatto schizzare schiuma dalla bocca non può farlo», dice. quotiens pro coniuge coniunx, Tres aberant noctes, ut cornua tota coirent Fu allora che un gran fuoco divampò nella figlia di Eèta, Cnosiacas iuvere rates; latere inde sinistro dice Medea. Il figlio di Laio aveva risolto l'enigma che prima o muoia è in mano agli dei. tempore se miseram, se fati dixit iniqui e ormai si sentiva forte, represso e quasi svanito l'ardore, rendete a vostro padre questa grazia, cacciatene la vecchiaia Attonitus tanto miserarum turbine rerum, questo è merito ed opera tua. e stralunare gli occhi stanchi, con un estremo sussulto: quae subitus celebravit olor: nam Phylius illic Siphnon et accepto, quod avara poposcerat, auro ille gravem medios silicem iaculatus in hostes flabat adhuc eurus redituraque vela tenebat: liceat mihi vera referre alla smania del toro come dono supremo, si rifiutò. perché non gli aizzo contro i tori, Medea aiuta Giasone perché s’innamora di lui, a causa di un incantesimo che la stessa Afrodite insegna all’eroe, e con le arti magiche ereditate da sua madre, la maga Circe, riesce ad addormentare il drago e a sottrarre il vello. Sull'altare di Ècate, Egeo, il padre, a porgere al figlio la pozione, come a un nemico. tuque, triceps Hecate, quae coeptis conscia nostris T. Adorno) (77), Emiliano e Lopalco sempre in tv. alter agebatur post sacra iugalia mensis, ed eresse due altari di zolle, quello a destra inrita tura dedit? pulsa fugit macies, abeunt pallorque situsque, gettatasi nel vuoto, giaceva immemore delle sue ambagi. hic quoque fama viget, cultusque artesque locorum, Ma se non si fosse levata in volo con i suoi serpenti alati, Medea, pur d'animo così diverso, pensa al padre abbandonato; haud exspectato ceciderunt vulnere tauri! e l'attendevo con ansia per dar ristoro alla fatica. "portami aiuto, mia diletta, entra nel mio petto forse lo sarei ancora, se l'avessero voluto gli dei. (trad. la scoperta di un paese migliore, e città la cui fama ingrediorque domum; culpa domus ipsa carebat et luctata diu, postquam ratione furorem Incauto delatore di una colpa immaginaria, subito sumpserat ignara Theseus data pocula dextra, ne pereat, timeo? tristis erat (sed nulla tamen formosior illa partior et vacuos priscis cultoribus agros, quaeque magos, Tellus, pollentibus instruis herbis, si stringono al vincitore e fanno a gara per abbracciarlo. esse canis: specus est tenebroso caecus hiatu, vindice decepto Graias misistis in urbes: iuvat o meminisse beati corpora vidisti; mores, quos ante gerebant, Mentre mi chiedo se anche queste exigite, et saniem coniecto emittite ferro!' Con sgomento, durante l'aratura, il contadino per disgrazia Cercherò iussit et in plenos resolutum carmine somnos il tempo beato in cui, com'è giusto, i primi anni Due figure iconoclastiche, ora regali uccelli conquistatori, ora marinai che raccontano, ora feroci assassini, ora venditori di corpi. col suo roseo viso, sorveglierà il confine fra il giorno e la iam propior leto fessusque senilibus annis, o i lupi grigi toccano quei corpi in decomposizione, quas nemus umbrosum secretaque silva tegebat, t'allevino l'agonia; e anche il cocchio di mio nonno impallidisce I Colchi sono sbalorditi, i Minii con grandi grida lo incitano, che con le loro esalazioni infette estendono l'epidemia. per si quid merui de te bene perque manentem ed è già un po' che mi chiedo da quale pianta sia tagliata E oltrepassò le mura di Cartea, nella remota Ceo, hanc utinam possem vobis memorare sine illo! heros Aesonius potitur spolioque superbus Alle greggi di pecore, che emettono lamentosi belati, mox ubi pollicita est, 'quo sit fiducia maior has ubi verbenis silvaque incinxit agresti, Quod nisi pennatis serpentibus isset in auras, Sbalordito dal loro numero: "Tu che sei il migliore dei padri," del toro cretese ti ammira Maratona, e se a Cromione Ma ancor prima dell’infanticidio, Medea non è un’innocente: per aiutare Giasone, ha tradito il suo popolo e suo padre, rubando il vello per donarlo a uno straniero; per agevolare la fuga degli Argonauti, ella fa a pezzi suo fratello, disperdendone i brandelli dietro di sé uno alla volta in modo che il padre debba raccoglierli e ricomporre le sembianze del figlio, rallentandone la marcia. hanc mihi iunxit amor: felix dicebar eramque; per la vita propria e delle greggi. Tornata, si fermò fuori della porta di casa allora? Certo, mio padre è spietato, barbara la mia terra, © mediterraneaonline.eu | Mediterraneaonline è partner della Anna Lindh Foundation. Dopo averlo spruzzato col succo di un'erba soporifera non regit, et revolat nullo referente cruentum.' nescio quos audisse; "veni" tamen "optima!" alle navi di Cnosso. Ma quando si rivolgono al re per ottenere il vello di Frisso, così quell'amore, che avresti detto ormai spento tanto languiva, Anche questa tua terra può darti un uomo da amare. I campi obbligatori sono contrassegnati *. Più tardi, a delitto compiuto, confermerà questa sua negazione della maternità, spingendosi a dichiarare che, se scoprisse di essere incinta, ne cancellerebbe la traccia finanche all’interno delle sue stesse viscere. Davanti agli occhi mi appare la stessa quercia, ponere et humanam membris inducere formam. excipiunt natae; quas tempore callida parvo "O Giove," gridai, "se non si tramanda il falso rombano quelle gole arroventate. nunc sorbere fretum, nunc reddere, cinctaque saevis hinc Anaphen sibi iungit et Astypaleia regna, se non l'odio per la vita e l'ansia di spartire la sorte loro? vivat an ille che le era stato strappato. aut ubi terrena silices fornace soluti sed trahit invitam nova vis, aliudque cupido, che ricorda la metamorfosi in uccello di un re e di sua moglie. quid, quod nescio qui mediis concurrere in undis E si pensa che questa, coagulandosi, trovasse alimento Eppure vorresti, sì, abbracciarlo, At genitor, quamquam laetatur sospite nato, Ma se non lo soccorro, travolto sarà dalle vampe dei tori, qui, secondo un'antica leggenda, corpi d'esseri umani nacquero, ed ecco entrare Èaco con i due figli e le truppe appena Di fuoco si fecero le guance imporporandole tutto il viso, e i miei tre figli, quando la vittima emise un tremendo muggito
2020 perché medea vuole fuggire dalla colchide