La Chiamata dei primi discepoli . 37-39: Avendo accolto la testimonianza del loro maestro, i discepoli di Giovanni cominciano a seguire Gesù; dopo aver ascoltato la voce, essi incontrano la Parola e si lasciano da essa interrogare. 37). Se apprezzi il nostro lavoro sostienici abbonandoti a La Voce. Mentre i maestri dell'epoca non andavano in cerca di discepoli, ma erano questi che sceglievano il maestro, è Gesù invece che sceglie i suoi discepoli. Questo è un altro verbo importantissimo, fortissimo, un'altra perla preziosa del Vangelo di Giovanni. La nostra chiamata ad essere discepoli di Cristo e ad essere suoi annunciatori presso i nostri fratelli ha la sua origine, il suo fondamento, la sua vitalità precisamente qui, in questa realtà della reciproca in abitazione del Signore in noi e di noi in Lui. Tu, il Veniente, che continui ad andare sulle rive di quella vita umana che come un lago a forma di cetra segna silenziosamente lo scandire delle sue ore, passi e vedi, chiami... Ti riconoscerò quando mi sentirò chiamare per nome e ti seguirò come un viandante che prende il bastone del cammino per inoltrarsi nei sentieri dell'amicizia e dell'incontro, lì dove il cuore sconfina nell'Assoluto di Dio, per essere una fiamma accesa nel buio della ricerca umana, un calore che si espande lì dove il vento gelido del male distrugge e distoglie dagli orizzonti della verità e della bellezza. Lascio che Gesù, venendo, fissi su di me il suo sguardo, e lascio che mi porti con sé, perché voglio dimorare presso di Lui... ACTIO Sii attento alle chiamate del Signore per poterlo testimoniare davanti agli altri là dove il Signore ti pone. chiamata servizio vocazione. La chiamata dei primi discepoli - Racconti di vocazione tra Antico e Nuovo Testamento - (1Re 19,19-21; Marco 1,16-18; Marco 1,19-20; Luca 5,1-10 e Luca 5,27-28) vocazione chiamata Currently /5 Perché, sì, voglio dimorare presso di Lui... Cerco, ora, di ascoltare ancora meglio questo brano, raccogliendo ogni parola, ogni verbo, stando attento ai movimenti, agli sguardi. Credere a questa parola e accettarla in maniera incondizionata è vera conversione. Si ha l’impressione che l’incontro con i pescatori che vi lavorano sia casuale, in occasione di una passeggiata lungo la riva. CONTEMPLATIO Prendo il mio cuore, il mio intimo e mi conduco ancora più in profondità nelle parole di questo vangelo; entro nel luogo e nel tempo in cui il Signore passa, guarda, parla, chiama, cambia la vita. In questo racconto di vocazione noi possiamo rileggere e verificare la storia della nostra vocazione sia battesimale sia specifica di ciascuno. Disse loro: «Venite e vedrete». Essi «sono», si identificano con la loro professione, certamente umile ma decorosa e diffusa, e la narrazione nella prima scena lo ripete quasi pleonasticamente: «erano infatti pescatori», probabilmente per offrire un gancio alle successive parole di Gesù. Ci lascia entrare ed entra; ci lascia bussare e bussa Lui stesso; ci fa dimorare in Lui e pone in noi la sua dimora insieme al Padre (Gv 14, 23). Allora narrerò il tuo nome ai miei fratelli. La Chiesa che Gesù desidera sempre più legata a sé nell'unità di una sola famiglia. Nei primi quattro capitoli la scena, infatti, è tutta concentrata su Gesù: si dipinge il quadro della storia di salvezza nella quale egli è introdotto come suo compimento, si profila l’essenza della sua missione nel suo stesso nome, si configura il suo modo di essere figlio attraverso il brano delle tentazioni e del battesimo. Il Signore fissa il suo sguardo su di me, dentro di me e mi chiede: "Che cosa stai cercando?". Ogni giorno ce lo ripete, senza stancarsi di rivolgerci questo invito tenero e forte, traboccante di promesse e di doni. Il fatto che Gesù vi svolgesse gran parte del suo ministero costituiva un ostacolo al riconoscimento della sua qualità di Messia (Gv 7,41.52). Il suo sguardo non si stacca mai da noi, da me. Il tuo volto, Signore, io cerco, non nascondermi il tuo volto. E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. I primi discepoli di Gesù Commento alla liturgia della Domenica a cura di Oscar Battaglia III Domenica del tempo ordinario - anno A. Quello di Gesù fu un ministero itinerante che giustifica l’invito alla sequela, un invito a camminare con lui sulle vie del mondo ininterrottamente. Gesù, guardando le due coppie di fratelli al lavoro, indica loro la strada giusta per loro: “Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini” (v. 19). Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. 36e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». Io sto, o mi siedo, attendo o non spero più?b) "Fissando lo sguardo su Gesù". Grazie perché posso dimorare con Lui, in Lui e perché Lui, con te, siete in me. Nel nostro brano ritorna tre volte, con due significati diversi: abitare e rimanere. Mi chiedo se davvero conosco e riconosco la sua voce che mi parla in mille modi, ogni giorno, senza stancarsi. La sequela abbraccia e implica la totalità dell’esperienza personale, sembrano dirci le due scene, coinvolgendo e trasformando ogni ambito dell’esistenza: sarà importante tenerne conto nella lettura di due episodi successivi. Amen. L'evangelista registra l'ora precisa di questo incontro faccia a faccia, di questo scambio di vita tra Gesù e i primi discepoli. Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la. La nostra felicità vera e duratura sgorga dalla realizzazione di questo nostro permanere in Lui. Fa' che io lo segua, che non mi distacchi da Lui, che entri a casa sua e lì rimanga, per sempre. Che cosa dice loro Gesù, qual è il suo programma formativo che essi abbracciano con tanta immediatezza? Visualizza Gv 1,35-42. Eccolo, è qui. Il luogo è Betania, al di là del Giordano, dove Giovanni battezzava: qui avviene l'incontro col Verbo di Dio e inizia la vita nuova. Sembra strano che il racconto sia così stringato, schematico e avaro di particolari, a noi che ne vorremmo sapere di più su un evento così importante per la storia di Gesù e della Chiesa. Inoltre Gesù li chiama a restare con Lui non per qualche tempo (come avveniva per i discepoli dei rabbini), ma in maniera definitiva: di fronte a lui essi non saranno mai altro che discepoli, senza speranza di diventare maestri a loro volta. Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Voglio pormi anch'io in questa ricerca?e) "Si fermarono presso di lui". Out of these cookies, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. Sto in silenzio e lascio che queste parole così semplici, ma potenti, mi avvolgano, prendendo possesso della mia vita. Non so se sono pronto per questo, non so se sono sufficientemente aperto e luminoso per farmi testimone di Lui, che si è rivelato a me in tanta chiarezza. Ancora un poco, infatti, un poco appena, e colui che deve venire, verrà e non tarderà. Egli, fissando il suo sguardo su quell'uomo, lo chiama e trasforma la sua vita: era Simone, ora è diventato Pietro. E stranamente inizia in Galilea e non sulle rive del Giordano. Diventare «pescatori di uomini». Cosa decido, dunque? Da quel momento ogni figlio di Dio rimarrà segnato, sigillato, da quel sangue di salvezza. Le mie energie, i miei desideri, i miei sogni, i miei investimenti a che cosa sono rivolti? La sequela non è una conquista, ma un essere conquistati. Ciò che qualifica il discepolo di Gesù non è tanto il termine "imparare" (come vorrebbe la sua etimologia), ma il verbo "seguire", cioè condividere il progetto di vita del Maestro. Diventa guida, diventa luce, strada sicura. Condizione è l’obbedienza della fede, un’obbedienza pronta e incondizionata, come è descritta nel ritornello che descrive l’atteggiamento delle due coppie di fratelli: “essi subito, lasciate le reti (e il padre), lo seguirono” (vv. Gli schemi di Dio si ripetono e Matteo, da buon ebreo, è pronto decifrarli. Gesù dà inizio a un movimento di aggregazione attorno alla sua persona. Il primo è Giovanni, che ha già l'occhio abituato a vedere nel profondo e a riconoscere il Signore che viene e passa; egli doveva rendere testimonianza alla luce e per questo ha gli occhi illuminati dal di dentro. Al v. 36 Giovanni annuncia Gesù come l'agnello di Dio, ripetendo il grido già emesso in precedenza, il giorno prima: "Ecco l'agnello di Dio che toglie il peccato del mondo". Una storia non di ieri soltanto, ma di oggi. La sua casa, o Padre, sei Tu stesso. Nessuno nasce a caso, in maniera sbagliata. Oppure dico anch'io, come quel tale del vangelo: "Ti seguirò, ma lascia prima che..." (Lc 9, 61)? Da un lato è evidente la vicinanza all’esperienza dei chiamati, a qualcosa di cui ben conoscono le leggi, il mestiere, l’arte. Pastore buono, Padre mio, tu anche oggi scendi dai monti eterni e porti con te il tuo gregge e lo conduci verso i pascoli verdeggianti, di erbe fresche, di acque buone. Le reti si spezzeranno quando tu mi strapperai alle acque amare delle mie fatiche e mi donerai a me stesso trasfigurato di perdono, ricevuto e donato a piene mani. Vedo come il cammino di conversione, su questa pagina di Vangelo, si sviluppi sempre più. Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: «Che cercate?». La necessità di dover lasciare qualcosa non è legata a un nuovo lavoro da svolgere, ma a una nuova esistenza da intraprendere. Egli incontrò per primo suo fratello Simone, e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo)» e lo condusse da Gesù. La chiamata dei primi discepoli a cura dei Carmelitani . Dio sta esercitando in Gesù la sua sovranità salvifica contro il male del mondo, l’ignoranza, il peccato, le malattie, il demonio, come è descritta alla fine del nostro brano, dove si racconta l’attività taumaturgica di Cristo in Galilea (v. 23). Ma neanche la scena successiva della chiamata dei figli di Zebedeo può offrirla. Visualizza Mc 1,14-20. Una volta colto lo schema del racconto, siamo in grado di scoprire la vera intenzione dell'evangelista, che non è semplicemente quella di narrarci un episodio di cronaca, ma mostrare che la chiamata-risposta dei primi discepoli (fatto incontestabile) è, però, emblematica per tutti i cristiani. La prima parte del brano evidenzia come la relazione tra chiamata dei primi discepoli e testimonianza messianica del Battista. 35-36: Giovanni Battista vive un'esperienza fortissima di incontro con Gesù; infatti è precisamente qui, al terzo giorno, che egli lo riconosce pienamente, che lo proclama con tutte le forze e lo indica come vera via da seguire, come vita da vivere. Per Dio nulla è casuale e improvvisato. "Guardate a Lui e sarete raggianti; non saranno confusi i vostri volti", dice il salmo ed è proprio vero. No, il Signore ci fa spazio nel suo luogo interiore, nel suo rapporto col Padre e lì ci accoglie per sempre; dice infatti: "Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi... io in loro e tu in me..." (Gv 17, 21. Come posso far finta di non udire? Proprio da questo annuncio iniziale nasce la chiamata dei primi discepoli. a) Per inserire il brano nel suo contesto: Questo brano ci immette all'inizio della narrazione evangelica di Giovanni, scandita dal susseguirsi di una settimana, giorno dopo giorno. Altrimenti non sarò mai pienamente felice. Non è facile rispondere a questa domanda; devo scendere dentro il mio cuore e lì ascoltarmi, misurarmi, verificarmi. Il suo ministero è itinerante, ma non distratto. e presso il sepolcro chiede a Maria Maddalena: "Chi cerchi?" La sequela, prima di esser una scelta, è una chiamata, cioè un puro dono di Dio, non guadagnato né meritato. Rit. 37E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Qumran2.net, dal 1998 al servizio della pastorale. Noi però non siamo di quelli che indietreggiano a loro perdizione, bensì uomini di fede per la salvezza della nostra anima". 40Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. La sequela immediata ha chiaramente valore programmatico a inizio di questa vita pubblica e serve a sottolineare soprattutto l’autorevolezza irresistibile del chiamante, al quale si può solo scegliere di «andare dietro», conservando nel cuore l’enigmaticità del percorso che ti attende. E' Lui, infatti, l'agnello immolato al posto di Isacco; è Lui l'agnello arrostito sul fuoco la notte di Pasqua, Agnello della liberazione; è Lui il sacrificio perenne al Padre, offerto per noi; è Lui il servo sofferente, che non si ribella, non recrimina, ma si consegna, silenzioso, per amore nostro. E' la realtà della Chiesa. Ma Dio non la pensa così, i suoi piani misteriosi erano già stati rivelati al profeta Isaia, che ne parlò annunciando un bambino-re che sarebbe apparso proprio nella terra di Zabulon e di Neftali (Is 8, 23-9,6). Il suo “vedere” è un aoristo storico: indica che ‘si fissò’ in modo puntuale su quegli uomini al lavoro, come in ogni tempo penetra in profondità nel destino di ciascuno e lo rivela. Il lettore, che resta con questo enigma, si aspetta un chiarimento dal seguito del racconto. La loro sensibilità religiosa induceva gli ebrei a nominare il meno possibile il nome di Dio per paura di contaminarlo. Gesù è il soggetto di quasi tutte le azioni del brano: è Gesù che cammina (4,18.21), che vede (18.21), che dice/chiama (19.21). Se vuoi saperne di più, consulta la cookie policy. Sento, in queste parole, l'insistenza della ricerca, dell'attesa; sento la fede di Giovanni Battista che cresce. In questa chiamata alla fede e alla sequela c’è dunque la storia di tutti noi seguaci di Cristo. Inizia qui la sequela, che conduce fino all'Apocalisse, fino alla realtà del cielo. Chiedo aiuto allo Spirito del Signore e prego così: "Attirami dietro a te, Signore! Non è un fermarsi fisico, temporaneo; i discepoli non sono solo degli ospiti di passaggio, che presto andranno via. L’incontro-chiamata è scandito da alcuni verbi significativi: camminava, vide, dice. e lascio che mi porti con sé, a casa sua. Così viene aperta la strada alla libertà, la via dell'esodo, per raggiungere Dio, per entrare nella terra da Lui promessa. II Domenica del Tempo Ordinario (Anno B) (15/01/2006) Vangelo: Gv 1,35-42 . Sento la mia debolezza, la mia paura, la mia inconsistenza, la mia poca fede. 35 Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli 36 e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Dovremo chiarire il valore programmatico ed escatologico di questa immediatezza. Tale risposta è soprattutto sequela. Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Anche i profeti parlano di un agnello preparato per il sacrificio: pecora muta, tosata senza che apra la sua bocca, agnello mansueto condotto al macello (Is 53, 7; Ger 11, 19). Guardo l'orologio, prendo nota dell'ora, come ha fatto Giovanni; può essere il momento più felice della mia vita, se decido di entrare e inabitare nel Signore, ma può essere anche un momento triste, spento, come infiniti altri momenti, se passo oltre e non rispondo al suo invito....f) "E lo condusse da Gesù". Agnello sacrificato sull'altare, ogni giorno. I discepoli chiedono immediatamente a Gesù dove egli dimori, dove sia la sua casa ed egli li invita ad andare, ad entrare, a rimanere: "Rimasero presso di lui quel giorno" (v. 39). III Domenica del Tempo Ordinario (Anno B) (26/01/2003) Vangelo: Mc 1,14-20 . Che cosa io cerco veramente? Non li stacca dagli altri uomini, ma vuole che la comunione con Lui e tra loro si espanda nella missione. Ognuno si sente conosciuto, amato, programmato. ", come la sposa del Cantico.d) "Che cercate?". Ma torniamo al senso di quella proposta formativa, l’essere pescatori di uomini, anzi, il “farsi fare”, il farsi rendere da questo misterioso Gesù pescatori di uomini. ), dove quello che si è trovato fa impallidire ciò che si lascia. La chiamata dei primi quattro discepoli 4 visualizza scarica. Qui siamo già al terzo giorno da quando Giovanni il Battista ha iniziato a dare la sua testimonianza su Gesù, giunta ormai a pienezza, con l'invito ai discepoli a seguire il Signore, l'Agnello di Dio. Il verbo “dire” è al presente, perché è usato in ogni incontro lungo il tempo della Chiesa. Era come l’accendersi di una luce per quei popoli che vivevano nelle tenebre del semi-paganesimo. Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. TESTO L'inizio e la chiamata dei primi discepoli a cura dei Carmelitani . La chiamata dei primi discepoli Primo incontro - Venerdì 18 Ottobre 2013 Il tema della catechesi per quest’anno è la Fede nel vangelo di Giovanni. Chiudo gli occhi e guardo nel profondo del mio cuore: lì incontro il Signore; guardo nel volto dei fratelli: lì è Lui; guardo con attenzione e nella preghiera gli eventi della storia di oggi: Lì trovo ancora Cristo, il vivente risorto. Tale risposta esprime la fede per cui il discepolo, senza chiedere spiegazioni, si affida interamente a chi lo chiama. In Matteo la prima chiamata di discepoli avviene piuttosto tardi nel racconto. 35Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli Il soffio del tuo santo Spirito mi attiri, mi sospinga e mi unisca in amore a Te e al Figlio tuo, il mio Signore, oggi e per tutti i secoli dei secoli. Dà l'annuncio, proclama il Messia, il Salvatore e ha la forza di portare con sé il fratello. Il racconto inizia con un’inquadratura storico-geografica e profetica: il Battista è stato imprigionato da Erode Antipa nella fortezza di Macheronte, vicino al luogo dove egli battezzava. Al centro del Vangelo di oggi c’è la chiamata dei primi quattro discepoli. Ecco, il Signore Gesù pronuncia le sue prime parole, nel vangelo di Giovanni e sono una domanda ben precisa, rivolta ai discepoli che lo stanno seguendo, rivolta a noi, a me personalmente. 39Disse loro: «Venite e vedrete». MEDITATIO La chiamata da parte di Gesù è grazia, è dono. Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa Maestro –, dove dimori?». Ho il coraggio, l'amore, l'ardore, per dirgli: "Maestro, io ti seguirò dovunque tu andrai" (Mt 8, 19), confermando queste parole con i fatti? Il numero 4 per gli ebrei antichi indicava l’universalità, perché faceva riferimento ai quattro punti cardinali della terra. Non era affatto questa la prassi abituale nel mondo ebraico, dove era l’allievo a scegliere un maestro e a chiedergli di poterlo seguire per compiere un itinerario di formazione, umana, intellettuale, religiosa. È un imperativo creativo, come quelli di Gn 1: in un certo modo esso pone in essere, crea il discepolo. E la risposta dei fratelli pescatori è pronta e totalizzante, un miracolo che Dio solo sa fare. Risposta che è, infine, dono totale a chi chiama per condurre una nuova esistenza caratterizzata dalla comunione con Lui e da una missione: "Vi farò pescatori di uomini". Non cattureranno più pesci uccidendoli, ma uomini salvandoli dalla morte. AUTORI E ISCRIZIONE - RICERCA. These cookies do not store any personal information. Andrea corre a chiamare suo fratello Simone, perché vuole condividere con lui il dono infinito che ha ricevuto. Permettimi di vivere l'esperienza dolcissima che ha fatto Andrea: condurre a te i miei fratelli. Appena lo sguardo del testimone si spegne, ci raggiunge la luce degli occhi di Cristo. Gesù li guarda, li conosce e inizia il suo dialogo con loro. Nazareth era proprio nel territorio della tribù di Neftali, e Cafàrnao in quello delle tribù di Zabulon. I chiamati da Gesù sembrano coglierne implicitamente il senso o comunque accettare l’incertezza del programma, perché la parola basta a dare la forza stessa della sequela. Lui sta, rimane. Quando hai bisogno, Qumran ti dà una mano, sempre. La decisione dell'uomo è solo risposta. E prego così: "Aprimi gli occhi, Signore, perché io veda le meraviglie della tua legge. 41-42). Grazie, Signore Gesù, grazie mia luce!c) "Seguirono Gesù". vv. Amen. Sulle rive dal mare di Galilea nasce la comunità cristiana, come sulle rive del “Mare dei giunchi” (Mar Rosso) nacque l’antico popolo di Dio. So che senza di te nulla pescherò nella notte della mia solitudine e della mia delusione. Dopo un breve soggiorno a Nazareth, egli si stabilisce Cafàrnao, una stazione importante sulla “via del Mare”, una strada commerciale di primo piano, che congiungeva la Mesopotamia all’Egitto, passava per Damasco, Cafàrnao, la piana di Esrelon e proseguiva lungo la riva del Mediterraneo verso sud. Ti prego, aiutami a riconoscerlo, a fissare su di Lui il mio sguardo, il mio desiderio, la mia attesa. 27). ", rispondo subito: "Sì, Gesù, io vengo e ti seguo!". Mt 4, 18-22. In te io voglio entrare, voglio vivere. Nel libro dell'Esodo, al cap. La chiamata di ciascuno nasce dalla Parola di Dio, lampada ai passi dell’uomo (Sl 119,105). vv. Molte volte, nei vangeli, è detto che Gesù fissa il suo sguardo sui discepoli (Mt 19, 26), o su una persona in particolare (Mc 10, 21); sì, Lui fissa per amare, per chiamare, per illuminare. Quanto accadde quel giorno sulle rive del fiume Giordano, oggi accade anche qui, per me, in me. Ogni volta sono due, sono fratelli, hanno un’individualità, un nome, stanno lavorando (i primi stanno gettando le reti, i secondi le stanno riparando: è l’inizio e la fine di una normale giornata di lavoro). Il Signore fa davvero così con noi: Egli si volta verso di noi, si avvicina, si prende a cuore la nostra presenza, la nostra vita, il nostro cammino dietro a Lui e ci guarda, a lungo, con amore soprattutto, ma anche con intensità, con coinvolgimento, con profonda attenzione. Al v. 38 è detto che Gesù vede i discepoli che lo seguono e l'evangelista usa un verbo molto bello, che significa "fissare lo sguardo su qualcuno, guardare con penetrazione e intensità". Il participio del verbo fa di lui un “ambulante” perenne, che camminava e cammina ancora. 37 E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. A Cafàrnao Gesù stabilì il suo quartier generale in casa di Simon Pietro, e qui cominciò a predicare il suo Vangelo, riprendendo alla lettera il discorso del Battista (3,1), così violentemente interrotto: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino” (v 17). Oppure me ne vado, mi sottraggo all'amore e corro a cercare qualcos'altro? a cura dei Carmelitani è uno dei tuoi autori preferiti di commenti al Vangelo?Entrando in Qumran nella nuova modalità di accesso, potrai ritrovare più velocemente i suoi commenti e quelli degli altri tuoi autori preferiti! Rifletto un po' sul verbo che Giovanni qui usa; un verbo intenso, ricco. Eppure sento che se non dono, a mia volta, il dono che ho ricevuto, presto ne rimarrò privo anch'io. 14 Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, 15 e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo». 40-42: Subito la testimonianza divampa; Andrea non può tacere ciò che ha udito e visto, ciò che ha sperimentato e vissuto e diventa subito missionario, chiamando suo fratello Pietro all'incontro con Gesù. Perciò è importante scandagliarne il significato nei piccoli particolari che ci propone. Sì, mi decido: "Io tengo i miei occhi rivolti al Signore, perché libera dal laccio il mio piede" (Sal 24, 15). 42e lo condusse da Gesù. Gesù, fissando lo sguardo su di lui, disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa (che vuol dire Pietro)». By La redazione - 25/01/2008. Infatti, presso il fiume Giordano, egli vide lo Spirito posarsi su Gesù (Mt 3, 16); lo riconobbe quale agnello di Dio (Gv 1, 29) e continuò a fissare lo sguardo (v. 36) su di Lui per indicarlo ai suoi discepoli. Perché continuare a volgere il mio sguardo di qua e di là, sfuggendo l'amore del Signore, che si è posato su di me e mi ha scelto? Davvero è così: si ravviva e gioisce il cuore di chi cerca il Signore (Sal 68, 33; 104, 3). Anche per questo motivo non ci viene raccontata la chiamata di tutti dodici gli apostoli. La formula “regno dei cieli”, tipica di Matteo, è una metafora per dire “regno di Dio”. La Parola stessa mi invita così: "Fratelli santi, partecipi di una vocazione celeste, fissate bene lo sguardo in Gesù, l'apostolo e sommo sacerdote della fede che noi professiamo" (Eb 3, 1). Egli si offre oggi, qui, a me, per vivere insieme questa indicibile, splendida esperienza d'amore. But opting out of some of these cookies may have an effect on your browsing experience. Il racconto è volutamente schematico perché divenuto ormai prototipo di ogni chiamata alla sequela di Cristo. Fa' che io ti annunci con la mia vita, con le mie scelte, le mie abitudini, col mio modo di parlare, di lavorare, di stare con gli amici. Distogli i miei occhi dalle cose vane, fammi vivere sulla tua via" (Sal 118, 18. 20.22). Della seconda coppia di fratelli non solo si aggiunge il nome del padre (si allude alle altre relazioni, alla famiglia), ma quel padre è in scena insieme a loro, nella barca, luogo quotidiano di occupazione, di amicizia, di fatica, di familiarità. È importante analizzare gli elementi strutturanti del brano, perché da essi emergerà la teologia della vera sequela secondo Matteo, che sarà confermata anche da episodi seguenti.